Pellegrinaggio Comunitario

Domenica 6 giugno si è svolto il primo pellegrinaggio organizzato dai padri oblati di Vercelli dove hanno partecipato, oltre a numerosi vercellesi, anche persone provenienti dai paesi del circondario, a cui si è unito un gruppo di genovesi guidati da padre Saverio, per vivere tutti insieme una bella giornata di fraternità.

Il santuario si innalza dall’alto del monte Figogna (800 m.), uno tra i più importanti e conosciuti della Liguria, luogo ideale per immergersi nella natura, per ritrovarsi con Dio, con gli amici e per ritrovare se stessi. La vicenda narra che la Madonna apparve su questo monte all’umile contadino Benedetto, chiedendogli di erigere una cappella. Fu costruita una prima cappella sul luogo dell’apparizione, a cui seguirono ristrutturazioni e rifacimenti, fino all’attuale Basilica.

Il monte ebbe il titolo di guardia per la sua posizione strategica e tale intestazione fu data anche al santuario che attribuisce alla Madonna, la protezione divina alla gente del luogo e dei pellegrini.

Dopo i saluti del vice-rettore e la proiezione di un breve video sui luoghi che avremmo visitato, p. Saverio ci ha intrattenuto, con un’attenta riflessione, sul significato del pellegrinaggio, che dobbiamo considerare un momento straordinario del nostro percorso personale e spirituale, in cui la Madonna “ci chiama” e che prevede alcune tappe.

La prima sta nella decisione di mettersi in cammino, come Abramo chiamato da Dio a lasciare la propria terra, e si mise in cammino verso una nuova realtà. Segue la preparazione , con una ricerca all’essenzialità a alla partenza, cioè il distacco dalle proprie certezze.

In questo senso “mettersi in cammino” significa “farsi povero”. La partenza, la prima grande risposta a Dio, implica l’abbandono delle proprie comodità con la speranza di poter superare la prova di conquistare la meta. L’obiettivo principale del pellegrinaggio è quello di far “camminare” verso una riflssione più profonda intorno alla vita e al progetto di Dio su essa.

L’itinerario del pellegino culmina con l’arrivo alla meta: è il momento dell’incontro con Dio che produce gioia, ringraziamento e lode. La conseguenza del pellegrinaggio è quella di “cambiare” la sorte della propria vita e il “ritorno” alla quotidianità banco di prova per il cammino svolto. Il pellegrinaggio è anche occasione per ringraziare per ringraziare per i doni ricevuti, ma anche per chiedere grazie: un momento in cui chiedere la “protezione” di Maria, ripensando al mantello che indossa sotto cui ognuno vuol cercare un posto e un riparo.

Altro momento forte della giornata è stata la celebrazione della Messa, dove nell’omelia p. Giampaolo ha sottolineato, nella solennità del Corpus Domini, l’importanza dell’Eucarestia, che è il dono più prezioso che ci ha lasciato Gesù. La sua presenza è fonte di conversione, pane del cammino.

Nutrirci all’Eucarestia per diventare pane per gli altri, nutrirci all’Eucarestia per essere luce per gli altri.

Durante la Messa, Giovanna e Carlo, hanno ricordato i loro 25 anni di matrimonio, a cui tutti i presenti si sono uniti, partecipando alla loro emozione e gioia.

A chiusura del nostro intenso incontro di preghiera abbiamo letto l’atto di affidamento a Maria, con la consegna, a Lei, donna della speranza, situazioni e persone che ci stanno a cuore.

La giornata si è conclusa con una rapida visita al Duomo di Genova e dintorni, ma con il desiderio di ritrovarci insieme per altre iniziative dandoci appuntamento a dopo la pausa estiva per riprendere tutti insieme, con un caloroso arrivederci.

Emy

Per informazioni sul santuario e sulla sua storia http://www.santuarioguardia.it/

 

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