Vercelli - In Cammino

Vivere Famiglia - Convegno "La famiglia cristiana oggi: sfide e rinnovata energia"

L'associazione Vivere Famiglia Onlus organizza il convegno sul tema "La famiglia cristiana oggi: sfide e rinnovata energia".

Con questa giornata i soci dell'associazione intendono promuovere e sensibilizzare i partecipanti ad una riflessione profonda sulle risorse che la famiglia cristiana ha e sulla bellezza della condivisione come strumento per crescere e sentirsi uniti nell'evangelizzazione nei propri contesti di vita.

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Missione - Scuola Koumpentoum

Progetto Missionario "Scuola Koumpentoum"

La famiglia oblata di Vercelli (OMI, AMMI, MGC) sostiene il progetto per la realizzazione di una Scuola a Koumpentoum in Senegal.

Raccolta Fondi: Prossimi Appuntamenti

  • Domenica 14 aprile presso la Basilica di Sant'Andrea (alle 10:00 e alle 11:30).

La realizzazione della Scuola di Koumpentoum, materna ed elementare, servirà per accogliere 500 bambini provenienti dai villaggi limitrofi. E’ il più grande dei progetti in corso.

Per maggiori informazioni sulle Missioni della Procura OMI, visitate il seguente Cliccate Qui

Il PROGETTO:

Costruzione ed equipaggiamento di una scuola nella Missione “Nostra Signora della Speranza” a Koumpentoum (Senegal Orientale).

Si tratta di una parte importante di un progetto più ampio:
creare un polo culturale per la missione e la cittadina
al fine di lottare contro l’analfabetismo
e la povertà nelle famiglie.
Il centro comprende:
un “internat” (casa di accoglienza) già costruito;
la scuola materna (tre classi);
la scuola elementare (sei classi                    + sala insegnanti due blocchi di servizi igienici)
una biblioteca con sala di studio aperta a tutti
una sala culturale e di conferenze                                                  (per 500 persone);
una palestra;

 

 

Alcune Foto

 

 




 

Missione - Un Pozzo Per Temento

Progetto Missionario "Un Pozzo per Temento"

La famiglia oblata di Vercelli (OMI, AMMI, MGC) sostiene il progetto per la realizzazione di un pozzo a Temento nella Casamance in Senegal.

Raccolta Fondi: Prossimi Appuntamenti

Bancarella Missionaria: 18 Dicembre 2011 - Chiostro S. Andrea, dalle 09:30 alle 13:00 e dalle 14:30 alle 17:00.

Temento: Situazione Ambientale

Temento si trova nella Casamance, regione geografica del Senegal meridionale, compresa fra i territori del Gambia e della Guinea Bissau, estesa sul bacino idrografico del fiume Casamance; è suddivisa fra bassa Casamance ed alta Casamance .Il maggiore centro urbano è Ziguinchor.

Il problema dell’insufficienza d’acqua potabile, soprattutto per la popolazione infantile, è all’origine di molte malattie che portano spesso anche alla morte.

Questo ha portato alla costruzione di alcuni pozzi scavati in diversi villaggi della missione di Temento, come Niafor, Marakissa (dove quest’anno sarà costruita anche una scuola), e nel villaggio di Sanu.

 

La realizzazione del Pozzo

Il progetto “Un pozzo per Temento” sarà realizzato presso uno dei villaggi raggiunti dalla missione che ha base a Temento.

Quest’aiuto cosi prezioso consentirà di alleviare la sofferenza di tante persone, e permetterà soprattutto a donne e bambini di non dover più affrontare tragitti lunghi ed estenuanti per attingere acqua per le loro famiglie.

Il progetto “Un pozzo per Temento” garantendo un accesso equo all’acqua, permetterà al villaggio in cui sarà realizzato, di poter sviluppare una realtà agricola locale e quindi avere la propria sovranità alimentare.

 

Finanziamento del Progetto

La realizzazione di un pozzo, uguali a quelli già costruiti nei villaggi della missione, ha un costo di 1500 euro. Grazie al vostro aiuto abbiamo speranza di realizzare un significativo incremento dei pozzi in questa regione.

Il progetto sarà gestito e finanziato dalla comunità oblata di Vercelli, grazie agli eventi per la raccolta fondi che saranno realizzati nel periodo compreso fra dicembre 2011 e giugno 2012.

 

 

 

 

 

 

Materiale Informativo del Progetto

Di seguito scaricabile il pieghevole informativo (brochure) e il cartellone.


 

S. Eugenio De Mazenod

 

Eugènio de Mazenod (1782-1861)
Vescovo di Marsiglia, fondatore della Congregazione S. Eugenio
dei Missionari Oblati di Maria Immacolata
 

CARLO GIUSEPPE EUGENIO DE MAZENOD fece la sua entrata in un mondo destinato a cambiare molto rapidamente. Nato a Aix in Provenza, nel sud della Francia il 1° agosto 1782 sembrava che avesse ereditato sia rango che ricchezza dalla sua famiglia, entrata non da molto tempo nella nobiltà di toga. Lo scompiglio della rivoluzione francese venne a rovesciare tutto ciò per sempre. All'età di otto anni Eugenio fu costretto a fuggire dalla Francia con la sua famiglia, abbandonando tutte le proprietà e cominciando così un periodo di undici anni di esilio sempre più penoso.

Gli anni in Italia

La famiglia de Mazenod, rifugiati politici, si trascinò attraverso una serie di città in Italia. Il padre, che in patria era Presidente della Corte dei Conti, fu costretto a cimentarsi nel commercio per mantenere la sua famiglia. Ben presto però si accorse di non aver la stoffa del commerciante e col passar degli anni la famiglia giunse alle soglie della miseria. Dopo Nizza, Eugenio studiò per poco tempo nel Collegio dei Nobili a Torino e quindi lo spostamento a Venezia significò per lui la fine dell'istruzione scolastica regolare. Nella città della laguna si imbatté in un bravo prete, vicino di casa, Don Bartolo Zinelli, che si fece maestro del giovane emigrato. Don Bartolo diede all'adolescente Eugenio un'istruzione fondamentale accompagnata da un profondo senso di Dio e da un regime di pietà che conservò per tutta la vita, nonostante gli alti e bassi di un certo periodo.

Un ulteriore spostamento a Napoli, per motivi finanziari lo fece piombare nella noia e nel disorientamento. Ma la peregrinazione non era ancora terminata. Fu Palermo ad accogliere i rifugiati e qui Eugenio intraprese un periodo di tranquillità grazie soprattutto al Duca e alla Duchessa di Cannizzaro. La frequentazione di questa famiglia nobile e della vita di corte lo indusse ad assumere il titolo di Conte facendogli assaporare un futuro brillante.

Ritorno in Francia: il Sacerdozio

Nel 1802, all'età di 20 anni, Eugenio poté tornare nella sua patria. Questo contatto fece svanire i suoi sogni come d'incanto. Si accorse di essere un semplice cittadino. La Francia era totalmente cambiata; i suoi genitori si separarono; sua madre stava lottando per riavere le sue proprietà e allo stesso tempo si affannava a procurargli in moglie una ricca ereditiera. Cadde in una triste depressione, con un futuro incerto. Fu in questo periodo che si risvegliarono in lui il senso di altruismo insieme ai sentimenti di fede provati a Venezia. Guardandosi attorno osservò la situazione disastrosa della Chiesa in Francia, umiliata e decimata dalla rivoluzione. Sentì la chiamata al sacerdozio e la prese in considerazione. Nonostante l'opposizione della madre entrò nel seminario di S. Sulpizio a Parigi e il 21 dicembre 1811 fu ordinato prete ad Amiens.

Immersione nell'apostolato: Oblati di Maria Immacolata

Ritornato ad Aix non si rinchiuse in una parrocchia, ma mise il suo sacerdozio al servizio dei più abbandonati: detenuti, giovani, servi contadini. Il clero locale gli fece una dura opposizione, ma egli continuò la sua strada. Dopo qualche anno cercò dei collaboratori, ugualmente motivati, che lasciarono le vecchie strutture per unirsi a lui. Eugenio e i suoi compagni predicavano in provenzale, la lingua del popolino, non nel francese ufficiale. Di villaggio in villaggio rievangelizzavano la gente passando anche lunghe ore in confessionale. Tra una missione e l'altra il gruppo viveva un'intensa vita di comunità dedita alla preghiera e allo studio. Si chiamarono " Missionari di Provenza ". Per assicurare più continuità al suo lavoro, Eugenio pensò di andare a Roma e domandare al Papa che il suo gruppo fosse riconosciuto come Istituto di diritto Pontificio.

La sua fede e costanza furono premiate. Il 17 febbraio 1826 il Papa Leone XII approvò la Congregazione col nome di " Oblati di Maria Immacolata ". Eugenio fu eletto Superiore Generale e continuò ad ispirare e guidare i suoi uomini per 35 anni fino alla sua morte. Di pari passo con il lavoro apostolico, predicazioni, gioventù, santuari, cappellani di carceri, confessori, direzione di seminari, parrocchie, Eugenio inculcò una profonda formazione spirituale e una autentica vita di comunità. Fu uno che amò Cristo con passione e fu sempre pronto a rispondere alle necessità della Chiesa in varie forme di apostolato. La " gloria di Dio, il bene della chiesa e la santificazione della anime " erano in cima ai suoi pensieri.

Vescovo di Marsiglia

La diocesi di Marsiglia era stata soppressa dopo il Concordato del 1802 e quando fu ristabilita, il vecchio zio di Eugenio, Canonico Fortunato de Mazenod, ne divenne vescovo. Egli nominò Eugenio suo Vicario Generale e così la maggior parte del lavoro nella ricostruzione della diocesi cadde sulle sue spalle. Dopo pochi anni, nel 1832, Eugenio venne nominato vescovo ausiliare.

L'ordinazione episcopale ebbe luogo a Roma, non badando alle pretese del governo francese che si arrogava diritti di approvazione su tali nomine. Ne venne fuori un'amara battaglia diplomatica. Eugenio si trovò nel mezzo della bufera frastornato da accuse, malintesi, minacce e recriminazioni.

Fu per lui un tempo di dure prove, accresciute anche dalle difficoltà della sua famiglia religiosa.

Anche se scosso, Eugenio seguì il suo corso con determinazione e finalmente riapparve la calma. Cinque anni più tardi, dopo le dimissioni dello zio, fu nominato vescovo di Marsiglia.

Un cuore grande come il mondo

Anche se Eugenio aveva fondato gli Oblati di Maria Immacolata principalmente per la povera gente di campagna, il suo zelo per il Regno di Dio e il suo attaccamento alla Chiesa spinsero gli Oblati verso nuove frontiere. I suoi uomini si avventurarono in Svizzera, Inghilterra, Irlanda. A causa del suo zelo Eugenio fu soprannominato " un secondo Paolo " e i vescovi missionari andavano da lui per domandargli Oblati per i loro vasti campi di missione. Eugenio rispose a cuore aperto nonostante il loro piccolo numero e mandò i suoi uomini nel Canada, Stati Uniti, Ceylon (attuale Sri Lanka) Sud Africa, Basutoland (attuale Lesotho). I missionari, della stessa sua tempra, si aprirono a ventaglio predicando, battezzando, curando. Spesso scoprirono nuove terre, fondarono nuove diocesi e, in una parola " non lasciarono nulla di intentato per l'avanzamento del Regno di Cristo ". Negli anni che seguirono, la spinta della missione oblata continuò e anche oggi l'impulso di Eugenio de Mazenod è vivo nei suoi uomini in 68 paesi diversi.

Pastore della sua diocesi

Durante questo fermento di attività missionaria, Eugenio era allo stesso tempo un pastore di primo piano nella Chiesa di Marsiglia, dando alla diocesi le strutture necessarie: seminario modello, nuove parrocchie, cattedrale, santuario di Nostra Signora della Guardia, santità dei sacerdoti, presenza di altre Congregazioni Religiose, difesa dei diritti del Papa. Era diventato una figura di spicco nella Chiesa di Francia. Nel 1856 Napoleone III lo nominò senatore e alla sua morte era il decano dei vescovi di Francia.

Eredità di un santo

Il 21 maggio 1861 Eugenio ritornò al suo Dio, all'età di 79 anni, dopo una vita colma di opere, molte di esse nate nella sofferenza. Per la sua famiglia religiosa e la diocesi fu una sorgente di vita; per Dio e per la Chiesa fu un figlio fedele e generoso. Sul letto di morte lasciò agli Oblati il suo testamento: " Tra di voi la carità, la carità, la carità; e al di fuori lo zelo per le anime ". La Chiesa, dichiarandolo santo il 3 dicembre 1995, incorona questi due cardini della sua vita: amore e zelo. E questo è il più grande dono che Eugenio de Mazenod, Oblato di Maria Immacolata, può offrirci.

 

Incontro del laicato oblato - Esperienze

A Vercelli il giorno 21 Novembre si è svolto l'incontro del laicato oblato di zona nord.

Il titolo dell'incontro è stato “un’unico carisma, tanti volti”, vuole indicare come diversi modi di “portare nel mondo” il carisma oblato attraverso opere missionarie e di vita, abbiamo un denominatore comune.

Il desiderio era di mettere in comunione fra loro le diverse tipologie del laicato oblato legate a vario titolo alla spiritualità di S. Eugenio.

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